Omnibus I: meno CSRD e CSDDD, ma la pressione ESG continua a crescere
Introduzione
La scorsa settimana il Parlamento europeo ha espresso la propria posizione sulle proposte della Commissione europea contenute nel pacchetto Omnibus I, incentrato sulla semplificazione delle normative UE in materia di sostenibilità.
L’obiettivo dichiarato: ridurre gli oneri amministrativi per le imprese e garantire maggiore chiarezza nelle regole di rendicontazione.
CSRD e CSDDD: meno obblighi e focus sulle grandi imprese
Nel nuovo impianto proposto:
- CSRD: l’obbligo di rendicontazione scatterebbe solo per imprese con oltre 1.750 dipendenti e un fatturato netto annuo superiore a 450 milioni di euro;
- CSDDD: gli obblighi di due diligence si applicherebbero solo a società con più di 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato.
Sul fronte informativo, il Parlamento europeo propone:
- riduzione delle informazioni qualitative da rendicontare;
- limitazione per le PMI alle sole informazioni previste dagli standard volontari europei;
- nel dovere di diligenza, la raccolta di dati lungo la catena del valore diventa extrema ratio: le imprese dovranno prioritariamente utilizzare informazioni già disponibili.
Nel frattempo…
Cina: standard obbligatori e applicazione diffusa
La Cina introduce i nuovi Corporate Sustainability Disclosure Standard (CSDS), un quadro di rendicontazione obbligatorio che coinvolgerà non solo le grandi imprese, ma anche PMI e fornitori. Gli standard risultano fortemente ispirati all’approccio europeo e ai principi ISSB, segnalando una chiara accelerazione normativa.
Italia: il settore assicurativo consolida l’impegno ESG
Una recente ricerca del Forum per la Finanza Sostenibile e ANIA mostra che la quasi totalità delle assicurazioni italiane presidia i criteri ESG, integrandoli anche nei processi decisionali e nelle politiche di investimento.
EBA: nuove linee guida per il settore bancario
A inizio gennaio l’Autorità Bancaria Europea (EBA) ha pubblicato le nuove linee guida sui rischi ESG. Le banche sono tenute a integrare tali rischi nelle valutazioni del credito, con un inevitabile effetto a cascata: le imprese dovranno fornire maggiore trasparenza, dati più solidi e una rendicontazione dei propri impatti.
Quindi…
Mentre l’Unione Europea sembra voler alleggerire il carico regolatorio, a livello internazionale, europeo e nazionale altri attori stanno accelerando. Probabilmente perché la sostenibilità non nasce come un mero adempimento normativo, ma come una leva di gestione del rischio e di competitività. Non rendicontare, non conoscere i propri impatti e ignorare l’influenza del contesto sull’impresa significa esporsi a vulnerabilità che possono mettere in discussione la sostenibilità stessa del modello di business.
Link di approfondimento:
- Comunicato stampa Parlamento europeo
https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20251106IPR31296/il-pe-approva-le-modifiche-alle-regole-su-sostenibilita-e-dovere-di-diligenza - La sostenibilità nel settore assicurativo italiano – 4^ edizione
https://finanzasostenibile.it/attivita/la-sostenibilita-nel-settore-assicurativo-italiano-4-edizione/ - Guidelines on the management of ESG risks, EBA
https://www.eba.europa.eu/activities/single-rulebook/regulatory-activities/sustainable-finance/guidelines-management-esg-risks
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